FASHION & BEAUTY

LA SOSTENIBILE LEGGEREZZA DELLA MODA

Melting Pot a cura di Marina Alberghini.

Guardandoci attorno non è difficile da notare; è in atto nella moda, ma non solo, un cambiamento di valori e non solo da oggi, a causa delle difficolta legate al Covid 19. Mi fa piacere, quindi, condividere questa storia, uno dei tanti bei racconti intorno a questo tema. Vorrei parlarvi di “Progetto QUID”, impresa sociale, che nasce dalla volontà di un piccolo gruppo di amici di dare riscatto a persone che altrimenti non avrebbero possibilità di poter accedere ad un impiego dignitoso, regolare e remunerato.

Il Progetto QUID, fondato nel 2013 da Anna Fiscale bocconiana con la passione per l’empowerment femminile, produce abiti e accessori fatti a mano e con cura, creati, per la maggior parte, con rimanenze di tessuto di alta qualità di fine linea forniti da oltre 40 aziende italiane di abbigliamento e arredamento, aziende note e prestigiose conosciute da tutti noi. Ciò però che rende questo progetto “diverso” è che i lavoratori di Progetto QUID sono di 16 nazionalità diverse, la maggior parte delle quali donne e con un passato difficile che possono, attraverso questo lavoro, avere un’opportunità per rimettersi in carreggiata e per auto-responsabilizzarsi. Sono persone che hanno spesso sofferto di esclusione sociale, invisibili o deliberatamente trascurati dal mercato del lavoro, senza la possibilità di imparare, evolvere e crescere Il bello di Progetto QUID, secondo me, è che inverte l’approccio, credendo innanzitutto in loro, offrendo formazione e la possibilità di apprendere una professione e un lavoro, per poter avere una vita giusta per se stessi. Si tratta quindi di abbracciare un approccio completamente diverso, ponendo l’attenzione sull’individuo e sui suoi bisogni specifici, diventando così un esempio positivo di gestione della diversità, nella speranza che altri possano replicare in altri settori e in altre parti del mondo.

Prima foto una lavoratrice di Progetto QUID; seconda foto Anna Fiscale

All’interno dell’officina Progetto QUID, gli avanzi di tessuto, i resti e gli scarti dell’intera produzione della catena tessile – eccedenze, campioni e collezioni di prova – vengono rielaborati in splendidi tessuti che altrimenti rimarrebbero inutilizzati e chiusi in qualche archivio o magazzino. Tra pattern geometrico e forme essenziali lo stile è libero, la femminilità di Quid è semplice ma coraggiosa, romantica e vivace, ben oltre la forma va diritta alla sostanza e ad un prezzo democratico, è questo uno degli aspetti di questo progetto che più mi interessa sottolineare e trasmettere a chi ci legge.

Doveroso, ma non indispensabile, darvi qualche elemento per approfondire il progetto se avete voglia: ad oggi si possono trovare i capi di abbigliamento di QUID in 5 negozi monomarca e all’interno di un’outlet Calzedonia con un proprio corner, oltre alla vendita on line dal sito. Ultima cosa la parola “quid” è una voce latina è un pronome neutro interrogativo (‘che cosa?’), ma anche indefinito (‘qualche cosa’). Ci porta a pensare che questo progetto sarà ancora per del tempo in evoluzione e potrà dare una possibilità di riscatto ancora a tante donne principalmente, ma aperto a tutti. www.quidorg.it

Grazie di aver letto questo racconto, spero vi abbia fatto piacere conoscere questa realtà, al prossimo “Melting Pot”.

Editors Team

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Elisabetta

Ottima iniziativa! È bello leggere storie come questa che parlano di moda e artigianalita’ e ci fanno sperare in un futuro migliore!

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Editors Team

Grazie Elisabetta del tuo commento, sono storie davvero interessanti queste, ne pubblicherò altre, continua a seguirci se ti fa piacere.

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