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NATURAL BORN READER – IL MORSO DELLA RECLUSA

NBR – Natural Born Reader a cura di Roberta Maroni per MAGAZZINO26

La regina del polar è tornata. La stavamo aspettando e non ci ha deluso. Se non lo avete ancora fatto, ecco qualche buona ragione per leggere: Il morso della reclusa di Fred Vargas.

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Fred Vargas, nom de plume di Frédérique Audouin-Rouze, è una scrittrice francese ma è anche ricercatrice di archeozoologia ed esperta medievalista. E’ l’acclamata autrice di famosissimi romanzi polar (genere che nasce dalla fusione di poliziesco e noir). Con la serie del commissario Adamsberg e quella dei Tre evangelisti ha conquistato un pubblico vasto, affascinato dal suo stile colto e dai suoi personaggi irresistibili.

Questo è, in ordine di tempo, il suo ultimo romanzo, uscito per Einaudi in Italia all’inizio di quest’anno e ha ripagato, come al solito, l’attesa dei suoi fan.

Ne “Il morso della reclusa” troviamo il commissario Adamsberg finalmente in vacanza. E’ tornato in Islanda, scenario della sua ultima indagine (narrata nel precedente romanzo, “Tempi glaciali”) e anche se ha imparato solo poche parole di islandese, è ormai inserito perfettamente. La natura, bella e indomabile, e la gente, schiva ma di buon cuore, si accordano perfettamente con la sua indole e gli consentono di trovare un po’ di pace. Potrebbe anche decidere di non ripartire.

Purtroppo un delitto lo richiama all’Anticrimine del XIII arrondissement di Parigi. Nonostante le premesse il commissario, come ricaricato dalle energie vulcaniche dell’isola nordica, risolverà con determinazione e scaltrezza sia l’indagine che una delicata situazione che coinvolge direttamente i suoi collaboratori.

Tutto sembra andare per il meglio ma, come al solito, il suo istinto lo porterà a interessarsi ad una strana notizia di cronaca: alcuni anziani residenti nel sud della Francia sono morti in modo inaspettato. La causa sembra essere il morso di un ragnetto di solito non letale, la reclusa del titolo.

Questa volta il suo intestardirsi a risolvere un mistero che in molti non vedono lo metterà in contrasto aperto con la sua squadra, anche a causa dell’ostracismo del suo vice, Danglard. Ma niente riuscirà a far desistere Adamsberg. Con un piccolo gruppo di fedelissimi, scavando nel passato, riuscirà a portare alla luce terribili vicende, storie nerissime che sono all’origine della vendetta della “reclusa”.

Anche in quest’opera la Vargas conferma il suo stile intelligente e spiritoso. Il suo modo di raccontare avvolge il lettore come una favola oscura. Anche affrontando le tematiche più crude non è mai gratuitamente brutale.

I suoi personaggi sono così ben tratteggiati, sia fisicamente che psicologicamente, che è impossibile non affezionarsi e lasciarsi coinvolgere dalle loro dinamiche. In questo romanzo poi assistiamo ad uno scontro tra “familiari” (la crisi fra il commissario e il suo vice) che porta inevitabilmente a tifare per una rapida riconciliazione.

La trama non è mai banale. Si parte da un dettaglio all’apparenza insignificante per arrivare a conoscere personaggi affascinanti, storie avvincenti ed interessanti frammenti di Storia, fino alla risoluzione del mistero. Non importa se, come in questo caso, forse il colpevole si può intuire in anticipo. Sono il racconto e i suoi protagonisti a conquistare.

Io adoro i romanzi della Vargas; sono fra quelli che compro senza alcuna esitazione. Se conoscete già il suo lavoro ma avete ancora qualche riserva su “Il Morso della reclusa”, ovviamente ve ne consiglio la lettura.

Se invece non avete mai letto le sue opere, ecco il mio suggerimento: iniziate da “L’uomo dei cerchi azzurri” e gustatevi tutta la serie (anche quella dei Tre Evangelisti, mi raccomando). Vi invidio un po’: avete così tanti “nuovi” Vargas da leggere!

Buona lettura