ART & MUSIC

LA MUSICA DENTRO CHANEL N° 5

THE MUSIC COVE a cura di Alexander Amorino Lov 

 …..o perlomeno, come me la sono immaginata io

Per me l’universo dei profumi è da sempre una grande passione, una coperta di Linus di cui faccio fatica a separarmi e qualche giorno fa riscoprire, così per caso, un flacone di Chanel no. 5 sulla mensola del bagno, mi ha fatto tornare ai primi anni ’90 quando mia sorella ne era una consumatrice massiccia e balenava l’opulenta fragranza per tutta casa. Simultaneamente mi sono chiesto, cosa ispirò Coco nell’affidarsi al naso di Ernst Beaux nella realizzazione di questa sontuosa profumazione?

Per me, che mi occupo di musica, sembra impossibile non volerci vedere per forza un collegamento con la musica dell’epoca e allora mi sono immaginato una playlist fedele al periodo storico legandola alla piramide olfattiva di questa meravigliosa creazione.

NOTA DI TESTA: Ylang Ylang

ADA JONES & BILL MURRAY – SHINE ON HARVEST MOON (1909)

Il profumo dell’ylang ylang è una nota dolcissima e sensualissima e questo brano, edito nel 1909 racchiude tutte le componenti della musica dell’epoca: la fruibilità del testo, la voce delicata della Jones e il suo mezzosoprano e il cantato scanzonato e un po’ sfottò del Murray che incornicia questo brano in un periodo in cui Coco Chanel aveva da poco conosciuto quello che fu il suo primo grande amore Monsieur Balsan, la cui storia d’amore proseguì per sei lunghi anni. Immagino la donna fischiettare, al suono del suo grammofono, questa canzoncina pensando a lui.

NOTA DI TESTA: Neroli

WALTER VAN BRUNT – MELANCHOLY BABY (1915)

Peccaminoso ed erotico, il neroli è una profumazione ottenuta dalla distillazione dei fiori dell’arancio amaro, e si sposa benissimo con il testo di questa nostalgica ballata di Van Brunt datata 1915. Coco Chanel lavorava come costumista al Bel Ami di De Maupassant e si fece conoscere proprio in quel momento con il celebre “Cappello di Paglia” che entrò di fatto all’interno dei costumi dell’opera teatrale.

E’ facile fantasticare come, indossando proprio quel copricapo, la giovane Chanel, innamorata e sognante, contava i minuti e i secondi per riabbracciare il suo nuovo amante, il granduca Dmitrij Pavlovič, responsabile, anche seppur in sordina, dell’ispirazione dietro il celebre profumo “di donna”.

NOTA DI CUORE: Rosa

BIX BEIDERBECKE – ROYAL GARDEN BLUES (1927)

Leon Bix Beiderbecke fu un cornettista, trombettista e compositore degli anni 20 con spiccate doti eclettiche e un senso musicale senza pari. Suo il brano “In a mist” che lo consacra come icona del Jazz avanguardistico dell’epoca con quel nostalgico Debussy che ne imperla la composizione. Per la rosa di cuore del Chanel no. 5, vi propongo questo Royal Garden Blues, un brano con una melodia pronta da fischiettare per andare a raccogliere fiori in un prato, quelli che probabilmente il Maître Parfumeur russo presentatole dal Pavlovič, deve aver proposto alla Chanel nel 1921, pochi anni prima l’uscita di questo pezzo, per andare a comporre la solida e magnifica piramide olfattiva, tra gli altri, tanto amata da Marilyn che, pare non andasse a letto senza essersene applicata due gocce dietro il collo.

NOTA DI BASE: Vaniglia

FANNY BRICE – I’D RATHER BE BLUE OVER YOU (1929)

Probabilmente Chanel in questo periodo era parecchio triste di dover cedere alla società Les Parfumeries Bourjois i diritti sulla produzione di profumi e prodotti di bellezza col marchio Chanel, e allora ammantata dalla sua classica eleganza, che cominciava a imporla come assoluta innovatice di moda e grande icona ispiratrice, ascoltava il solco del suo giradischi, indaffarata con aghi e puntaspilli a riflettere sulla dolcezza di un gesto così brutale: abbandonare una parte del suo genio nelle mani di qualcun altro, decisione quanto mai azzeccata visto il prestigio che ha oggi la cosmesi e la profumeria Chanel. Una vaniglia oculata e persistente all’esaurirsi delle carismatiche note di testa del profumo.

NOTA DI TESTA: Aldeide

JACQUES DUTRONC – IL EST CINQ HEURES, PARIS S’EVEILLE (1968)

Nel 1971 Coco Chanel venne a mancare all’interno del lussuoso Hotel Ritz di Parigi; immaginarla alla finestra fumarsi la sua sigaretta tra una pausa e l’altra del suo lavoro, mi ha fatto ricordare di questa chanson francese di Jacques Dutronc, un brano che ben s’associa al concetto di aldeide delle note di testa di Chanel no. 5.

Fu per sbaglio e a causa di un sovradosaggio di aldeidi che Chanel 5 prese vita, le aldeidi sono prodotti di sintesi che conferiscono “potenza” al profumo, dando luogo a una vera e propria amplificazione olfattiva. Hanno anche la capacità di rendere più duraturi i profumi, in particolare quelli floreali, agendo come fissativi e, riducendone la potenza floreale stessa, lo rendono maggiormente femminile piuttosto che stucchevole.

Così come Coco guardava l’orizzonte dalla sua finestra in cerca di potenza ispirativa, la Parigi di Dutronc si sveglia e inizia muoversi prima lentamente poi freneticamente, alla ricerca di qualcosa di grande, di ispirante all’interno della routine parigina.