ART & LA MUSIQUE

IT’S CHRISTMAS TIME… IL PEGGIO CHE TI POSSA CAPITARE

THE MUSIC COVE a cura di Alexander Amorino Lov 

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“It’s Christmas time, and all through town
The people run around
Buying lots of pretty things they’ll throw away”

E’ arrivato il Natale, le città si cominciano ad accendere con le luminarie, spuntano mercatini di addobbi natalizi e dolciumi e, almeno qui a Bologna, sotto i portici rieccheggiano le canzoni natalizie… le solite!

Non vi è mai capitato di esclamare un sonoro “Che palle!”?

Insomma, è sempre la solita minestra e le canzoni natalizie, a me, mettono addosso malinconia. Se siete delle persone nostalgiche del Natale o di quelle che “Quando arriva Natale che metto il maglione con la renna?”, fermatevi qui perché andrò giù pesante nell’analizzare le peggio produzioni musico-natalizie degli ultimi anni.

La prima domanda che sorge spontanea è: Perché ogni anno veniamo sottoposti a tale supplizio?

E ancora: Perché ogni anno le stesse canzoni in versioni sempre e soltanto depressotagliodelle vene? Perdonatemi il neologismo, ma avete mai sentito un arrangiamento che non fosse Jazz, ballad, chiesarolo, pop o dance?

La risposta potrebbe essere e risultare scontata, ma è: l’abitudine. Siamo abituati ad associare il Natale con questo mood scioccamente triste quando in realtà è una festa che dovrebbe essere allegra, spensierata e soprattutto sociale.

Partiamo col primo pezzaccio. Scommetto che vi aspettate la Mariah degli anni 90 e invece no.

Vi ricordate Noemi Letizia? Quella del “papi”, nomigliolo affibbiato al nostro ex premier Silvio Berlusconi? Ebbene la signorina, dopo quel compleanno, spada di damocle della separazione Lario-Berlusconi, ha inciso questo sexy pezzo sperando che Veronica sentendola, lanciasse il panettone al limoncello in faccia al marito. E l’inglese…. L’inglese, ma prima di cantare una pre-cut, non gliela facciamo fare a questa ragazza?

Wham? Enya? No, assolutamente ragazzi. Non c’è bisogno di andare all’estero e nemmeno di scomodare Bublé que, praticamente, vive di quel brano natalizio tanto famoso e che, onestamente ha senza pensieri, stufato anche i muri! Io parlo di una uscita recentissima risalente il 4 novembre scorso: Laura X-Mas. C’era da aspettarselo che un album uscito dopo Halloween potesse avere un certo che di horror ma veniamo alla spicciola analisi: copertina, la Laura su un altalena vestita di bianco e con un drappeggio rosso che compone il titolo dell’album e il classico paesaggio innevato di fondo. Ma non fa molto operetta teatrale della parrocchia? Fosse solo questo… la nostra ha persino deciso di mandare in stampa la sua ultima fatica in tre versioni: italiana, spanglish e francese ed è proprio dalla versione ispanico inglese che vi propongo questo brano.

Se ancora non vi sanguinano le orecchie, aspettate un attimo… lo sapete che il gruppo Eurodance Cascada ha fatto un album natalizio? Siete nostalgici dei ritmi truzzodance anni 90? Qualcuno di voi se li ricorderà per l’horror cover di Because the night di Patti Smith ma il brano che vi propongo io è un’eccellenza del trash d’autore: si tratta di Last Christmas, portata al successo dagli Wham!, che non vi introduco nemmeno perché li conoscete tutti, e che qui prende una piega da discoteca pomeridiana pre-adolescenziale quindi, se avete nostalgia di quelle domeniche invernali a ballare in questi loculo-ghetti per ormonati ragazzi delle superiori, non mi resta che lasciarvi con questa perla.

Il Justin Bieber chiude l’articolo degli orrori natalizi. Il morbo di far cantare a tutte le starlette/emergenti/cani in circolazioni album natalizi, in America è cosa assodata! Pensate che il ragazzino di cui sopra, appena diciassettenne, cantava quest’orrida Mistletoe pronunciando frasi come Feeling One thing, your lips on my lips, ovvero sento una cosa, le tue labbra sulle mie labbra a me fa subito pedonatale, e a questo punto, tanto meglio i Christmas Carols in tutte le chiavi(que) musicali possibili.