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CALLAS & WINEHOUSE – POSSIBLE CONVERSATIONS

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C’erano una volta le “conversazioni impossibili” di Miguel Covarrubias, uno dei più famosi illustratori degli anni Trenta, pubblicate da Vanity Fair.

In queste interviste impossibili si immaginavano conversazioni irrealizzabili tra personaggi lontanissimi tra loro, per epoche e attitudini, che non avrebbero mai potuto incontrarsi realmente. Ma se si fossero incontrate Maria Callas e Amy Winehouse, avrebbero parlato della loro attrazione per lo stile e l’eleganza degli anni ’50. Una rivelazione, la moda, per due protagoniste musicali del loro tempo, un condensato di personalità, libertà e stile, due donne d’eccezione per una sceneggiatura inedita che il talento ha messo in scena. È la Biki che ha fatto scoprire le regole d’oro dell’eleganza alla Callas. Callas veste soltanto Biki, nei vent’anni del “miracolo” a Milano, come rivela una fotografia in posa durante una prova d’abito nell’atelier di via Sant’Andrea. Certo, la Callas ordinava alla Biki anche una dozzina di abiti da sera ogni anno, era una donna con delle esigenze particolari, aveva un’immagine di sé da gestire, era di continuo in scena anche nella vita. Gli abiti della stilista avevano lo sfarzo dei secoli rinascimentali, il suo talento naturale insieme al perfezionismo, si traducevano in luminosi vestiti di broccato ricamati d’oro, avvolti in stole immense di velluto, in rasi pesanti, tagliati in stile impero, appena addolciti da applicazioni scintillanti di strass e sopra dei veli che ricadevano morbidamente fino a terra. Amy Winehouse, con il suo particolare senso dello stile, ha investito di significato gli abiti attraverso diverse modalità, congelando e riproducendo il look delle star di Hollywood anni ’50, in particolare come ha dichiarato di Elizabeth Taylor, ” [...] ha gli occhi viola! È… È… strana…”

La cantante pop è riuscita a raffigurare il dialogo tra il “suo personaggio” e gli accessori-iconici, capi di moda vintage, in connubio ormai indissolubile nella nostra memoria collettiva. Diversamente dalla Callas, che si fece guidare dalle mani esperte della Biki, è Winehouse la couturière di se stessa, come dimostra la collaborazione con il brand Fred Perry per una collezione che rese lo “spirito modaiolo” della cantante indossabile a tutti noi. Così ha affermato Richard Martin, Fred Perry’s marketing director: “Amy has a unique sense of style that reflects the brand’s own historical reference points.”

Callas e Winehouse, due icone della musica e dello stile, ci hanno donato una parte di loro stesse, perché nell’abito c’è molto di più; carattere, ambizione, timidezza, bellezza. Rimarranno due stelle fisse nel cielo tempestoso del nostro presente e più quotidianamente, un riferimento per il nostro guardaroba.

Copia di Amy Winehouse

a cura di Estella Orazi